la vendicatrice



quando ero alle elementari e alle medie subivo sempre prchè ero molto timida e i compagni di classe non facevano che prendermi in giro. verso i 17 anni alle superiori subii un tentativo di aggressione nel sottopassaggio della metropolitana e mi scattò come una molla dentro e decisi che dovevo cambiare. ero sempre stata una brava ragazza e le brave ragazze troppo spesso subiscono e non sono in grado di reagire. prima i passi dietro di me poi quell'uomo che mi prese e mi mise le mani d'appertutto mi avevano fatto nascere un senso di rivalsa. fu mia madre che mi consigliò di fare arti marziali e mi iscrissi ad un corso di wing tsun che come dicevano è la più efficace per la difesa della donna. proprio li al corso conobbi un'istruttrice molto brava che come me aveva subito delle avances alla mia età e nacque subito una grande amicizia.

al corso ebbi modo di imparare i colpi e le tecniche per atterrare fino a due aggressori (in teoria anche tre) e dopo soli sei mesi ero diventata sicura di me. durante gli allenamenti calciavo così forte che spesso i ragazzi nonostante la conchiglia protettiva si piegavano per i miei colpi bassi. attaccavo quel sacco come se fosse un uomo che immaginavo di riempire di botte rivedendo la faccia del mio aggressore.

desideravo essere una bulla, cambiai look e dalle gonne lunghe e pantaloni larghi color pastello passai a minigonne e pantaloni attillati. stivali e anfibi sostituirono mocassini e scarpe da ginnastica. ero una dura e lo sentivo. camminavo da sola per strada senza paura ritirandomi da sola anche alle due di notte. proprio in quel periodo fui avvicinata da un paio di ragazzi che mi bloccarono col loro scooter sulla via di casa. non ebbi paura e li affrontai senza timore. uno caccio anche un coltello ma io non ebbi problemi a farglielo cascare con un calcio alto che quasi gli spezzava il polso mentre calciando all'indietro colpii l'altro proprio ai genitali e mi si accasciò dietro finendo a terra dolorante. affrontai poi quello che avevo disarmato con una serie di calci alti tutti in faccia e dopo me li ritrovai tutti e due belli che stesi e con aria da bulla gli misi il tacco dello stivale sul petto in segno di vittoria.

ero una dura e non la facevo passare liscia a nessuno. non avendo scooter o macchina usavo metropolitana e mezzi pubblici e immancabilmente rendevo la pariglia a chi allungava le mani o si strusciava. purtroppo le mie minigonne e i pantaloni attillati attiravano l'attenzione di molti nei mezzi pubblici che puntualmente punivo a modo mio, alzando di colpo una stallonata all'indietro per gli "struscioni" oppure girandomi di scatto e dando una ginocchiata nelle cosce a chi mi faceva la mano morta. così erano sempre colpi proibiti e puntualmente qualcuno si piegava a terra mugulando per la severa punizione a base di colpi scorretti ma erano i colpi del wing tsun e li eseguivo alla lettera dopo aver appellato il maniaco di turno con la classica frase "tiè porco!" alla quale seguiva immancabile il colpo che lo faceva piegare a terra.

non sono mai andata ad attaccar brighe e odio di per se la violenza ma allo stesso modo odio gli abusi e le violenze subite alle quali non trovo giusto sottostare. in quel periodo avevo solo un desiderio dentro di me, farla pagare a colui che mi aveva aggredita nel sottopassaggio. erano passati oramai quasi 3 anni ma dentro di me covavo vendetta ma pensavo che non avrei mai più incontrato quel bastardo ma un pomeriggio fui colpita da una ragazza che piangeva sotto alla fermata. le chiesi cosa fosse successo e mi disse che un tale nel sottopassaggio l'aveva palpata. e tu non hai fatto niente le chiesi? e lei nonostante avesse quasi una tentina d'anni mi disse che era rimasta bloccata.

decisi a quel punto che il destino mi aveva regalato la vendetta alla quale non potevo rinunciare. non era certo un violentatore o un assassino ma meritava una punizione da parte di una donna così decisi che la doveva pagare. il giorno successivo andai nei pressi del sottopassaggio nello stesso orario che mi disse la ragazza, alle 3 del pomeriggio. misi una minigonna aderentissima di filo nera che esaltava le mie natiche e sotto un paio di stivali a punta di pelle nera di quelli che se ci dai un calcio lo mandi a cantare nel coro della chiesa. sopra un giubotto di jeans molto succinto.

scesi nel sotto passaggio che percorsi alcune volte. a un certo punto sentii dei passi. girai il vicolo chiuso del sottopassaggio e mi ritrovai un signore dietro che afferrandomi per il petto prese con l'altra mano a tastarmi le natiche. non ti muovere ho un coltello disse con voce minacciosa ma io sapevo che non era vero anche perchè aveva tutte e due le mani impegnate a toccarmi. gli lasciai tastare i seni e il sedere e mentre era impegnato a godersi tutta quella grazia di dio portato il piede tra i suoi stallonai all'indietro con decisione. sthumpppppp!! un calcio all'indietro bello forte lo colse giusto al cavallo dei pantaloni. che botta! che botta! uhhhh! uhhhh! mi si accasciò dietro dolorante.

mi girai di scatto afferrandolo peril bavero della giacca e tirandolo su lo sbattetti contro il muro. brutto maniaco figlio di puttana allora sei tu ti riconosco. dolorante e con le mani a proteggersi i genitali provò a divincolarsi ma dopo avergli fatto fare testa e muro gli feci assaggiare tre delle mie ginocchiate alla bocca dello stomaco che lo fecero piegare nuovamente. no no signorina la prego non mi denunci disse con voce piagnucolante. gli risposi che non l'avrei fatto ma che gliel'avrei fatta scontare li sul posto. nel frattempo giunsero altre tre ragazze che vedendomi li bloccare quell'uomo corsero in mio aiuto dicendomi che aveva palpato anche loro quel porco.

è un maiale diamogliele di santa ragione! così tenendolo fermo per le braccia da dietro lasciai che anche quelle ragazze gli dessero il ben servito e non ci andarono per il leggero. le ragazze anche più mansuete quando ci si mettono picchiano peggio dei maschi e il maiale ne fece le spese ricevendo diversi calci e ginocchiate ai genitali dopo i quali si accasciò dolorante avanti ai nostri stivali.

ok ragazze ha avuto quello che si meritava. e non provarci più porco! lo finii con un calcio in faccia e andammo via tutte e quattro soddisfatte.

Fine